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Comune di Castiglion Fibocchi
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La Riserva Naturale Regionale di Ponte Buriano e Penna è un'area protetta situata nella provincia di Arezzo, in Toscana. Istituita nel 1995, si estende per circa 668 ettari lungo un tratto di 7 km del fiume Arno, dal ponte romanico di Ponte Buriano fino alla centrale elettrica a valle della diga ENEL della Penna.
La riserva è caratterizzata da un paesaggio variegato, con dolci colline costituite da sedimenti fluvio-lacustri di età diversa, boschi di roverella, campi coltivati e una vasta area palustre. Dalla cartiera di Ponte a Buriano fino a Rondine, l'Arno scorre incassato fra le rocce, mentre da Rondine alla Penna il fiume si allarga a costituire l'invaso della diga.
La varietà di ambienti presenti nella riserva ospita una ricca biodiversità. Le zone umide e i canneti sono habitat ideali per numerose specie di uccelli acquatici, rendendo l'area un luogo privilegiato per il birdwatching. Tra le specie osservabili vi sono aironi, garzette, svassi e molte altre.
La riserva offre diverse opportunità per gli amanti della natura e delle attività all'aria aperta. Dal Centro Visita di Ponte a Buriano partono vari sentieri che conducono ai canneti e ai capanni per l'osservazione degli uccelli . I percorsi sono adatti a escursioni a piedi e in bicicletta, permettendo di esplorare i diversi ambienti della riserva.
Tra i ponti storici che attraversano l’Arno nella provincia di Arezzo, Ponte Buriano è senza dubbio il più celebre. La sua origine si lega a un antico villaggio, oggi scomparso, che si trovava più distante dal fiume rispetto all’attuale frazione di Buriano. Restano invece alcune tracce dell’insediamento medievale che si sviluppò intorno alle due estremità del ponte, soprattutto sulla riva destra.
In epoca etrusca, la zona era attraversabile nei mesi estivi grazie a un guado, e probabilmente esisteva già un ponte in legno, leggermente più a valle. I Romani, successivamente, costruirono una struttura più solida con pilastri in muratura, su cui correva ancora una parte in legno. Questo ponte era attraversato dalla via Cassia Vetus, un’importante arteria che collegava Roma ad Arezzo, per poi proseguire nel Valdarno e arrivare fino a Fiesole e alla nascente Florentia, l’attuale Firenze.



Durante il Medioevo, il tracciato continuò a essere centrale per i collegamenti. Un nuovo ponte fu edificato nel XIII secolo, parzialmente ricalcando quello romano. Un’incisione su una delle arcate riporta la data 1240, probabilmente l’inizio dei lavori promossi dalle famiglie Accolti e Chimenti. La costruzione fu completata nel 1277, come documentato anche negli Annali Aretini.
Le stesse famiglie contribuirono anche alla costruzione dell’Oratorio di San Francesco nel 1328, ricostruito completamente nel XVII secolo. La chiesa fu riconsacrata nel 1695, con lo stemma dei Chimenti ancora visibile sulla facciata.
Realizzato in pietra arenaria, Ponte Buriano si distingue per la solidità dei suoi sproni, che arrivano quasi al livello del camminamento. Nei secoli ha subito diversi interventi di restauro, necessari soprattutto per rinforzare i piloni colpiti dalle piene del fiume o dal passaggio delle “fodere” – zattere di legname provenienti dal Casentino dirette verso Firenze e Pisa. Questo trasporto fluviale, attivo già dal Trecento, era vitale per l’economia della regione.
Non lontano dal ponte sorgeva, fino al 1778, una locanda dove – secondo la tradizione – si fermò Michel de Montaigne il 1° maggio 1581. Lo stesso filosofo francese ricordò nel suo diario la bellezza del luogo. Oggi una lapide testimonia il suo passaggio.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, il 16 luglio 1944, i tedeschi in ritirata tentarono di distruggere il ponte minandone le basi. L'intervento tempestivo di un reparto britannico del Lothians and Border Horse riuscì a salvare il monumento, come ricorda una targa commemorativa.
Nel 1992 Ponte Buriano attirò l’attenzione internazionale grazie a Carlo Starnazzi, che ipotizzò che il celebre sfondo della Gioconda di Leonardo da Vinci raffigurasse proprio questo ponte.
L’ipotesi, poi sostenuta da importanti studiosi leonardiani come Carlo Pedretti, ha dato nuova fama al ponte.
Oggi, nella ex scuola elementare della zona, ha sede il Museum Leonardo e l’Aretino, un centro multimediale permanente dedicato agli studi del professor Starnazzi e al legame tra Leonardo e il territorio aretino.
Oltre al suo immenso valore storico e culturale, Ponte Buriano è anche una delle principali porte d’ingresso alla Riserva Naturale Regionale di Ponte Buriano e Penna, un’area protetta di grande interesse ambientale e paesaggistico, perfetta per escursioni, birdwatching e momenti di relax immersi nella natura.
